Comitato Territoriale

Cagliari

3° edizione Follow me Cup

Terza edizione della veleggiata inclusiva nel Golfo degli Angeli con 14 barche e 30 persone non vedenti alla guida; sport, responsabilità, fiducia e generosità per un futuro in cui lo sport sia davvero per tutti.

 

2 giugno 2026 — 3° edizione della Follow me Cup. Il sole che bacia appassionatamente il Golfo degli Angeli e una piacevole brezza di maestrale hanno trasformato la giornata in una pagina di emozioni condivise. Oltre 70 persone si sono ritrovate tra mare e banchina per una veleggiata che resterà nella memoria di molti. Quattordici imbarcazioni, messe a disposizione con generosità dagli armatori dell’AVAS, hanno solcato le acque tra Su Siccu e Sant’Elia seguendo il piano di regata pensato per dare a tutti la possibilità di vivere la vela in prima persona. Circa trenta persone non vedenti e ipovedenti si sono alternate alla guida delle barche, affiancate da equipaggi esperti e istruttori volontari: per molti è stata la prima volta in mare così attiva, per altri il ritorno a un gesto che restituisce fiducia e autostima.

La giornata è stata pensata e fatta fatta di mani che lavorano insieme, di voci che guidano le manovre, di risate che rimbalzano tra le sartie e i parabordi; è stato un intreccio di tecnica e umanità in cui ognuno ha trovato il proprio ruolo e la propria voce. Tra i protagonisti, la neonata ASD Oltre gli Ostacoli, affiliata UISP Cagliari, ha mostrato subito la sua anima: "un progetto sociale che nel Sud Sardegna vuole aprire finestre di opportunità attraverso lo sport e le attività multisportive, dalla ginnastica dolce al tiro con l’arco, dall’arrampicata alle escursioni esperienziali, fino a pratiche di teatro e recitazione", ci dice il presidente Santino Gitto, che nutrono fiducia e partecipazione. A coordinare la parte velica per la UISP di Cagliari c’è stato Marcantonio Mallus, figura di riferimento per la vela a Cagliari e in Sardegna, che ha saputo coniugare competenza, sicurezza e attenzione alle esigenze di ciascun partecipante. Fondamentale è stato il contributo di Carlo Cottoglia e dell’AVAS: gli Armatori Vela d'Altura Sardegna hanno messo a dispsozione le imbarcazioni e la loro esperienza con spirito gratuito e responsabile, permettendo a tante persone di avvicinarsi al mare in un clima di accoglienza e fiducia.

Prima della partenza è stato svolto il consueto briefing obbligatorio: gli skipper d'esperienza hanno mostrato i giubbotti e spiegato come indossarli, hanno indicato estintori, radio VHF, hanno verificato scotte, drizze, verricelli, parabordi e motore e ha spiegato il piano di regata e le procedure di emergenza. Sono stati assegnati ruoli semplici a bordo e, durante la navigazione, la comunicazione è rimasta continua e descrittiva: ogni movimento è stato anticipato, i comandi sono stati chiari e a chi si è spostato è sempre stato offerto un punto di appoggio. Nelle fasi critiche, virate, strambate, manovre con il boma. Per le persone non vedenti si è parlato con chiarezza, si sono descritti gli spazi e si sono accompagnati fisicamente i movimenti quando necessario. Al rientro sono state controllate nuovamente le dotazioni con grande cura per l'imbarcazione nei suoi minimi dettagli. Una procedura da protocollo che fa capire l'importanza della sicurezza in mare e sull'imbarcazione.

A terra, a Marina Piccola, il pranzo conviviale finale, per chi ha potuto partecipare, è stato un momento di celebrazione semplice e potente: semplici tavoli imbanditi con abbondanti gnocchetti, vino e parole, dove sono emerse storie di vita, ringraziamenti, speranze e progetti. La premiazione non ha voluto premiare il più veloce, ma il coraggio e l’impegno di chi ha partecipato; ogni persona è stata riconosciuta con un attestato che racconta più di una classifica, racconta appartenenza. I racconti a bordo, tra una virata e un sorriso, hanno aperto finestre sulle difficoltà quotidiane delle persone non vedenti: la necessità dell’abbattimento delle barriere architettoniche, la carenza di informazioni accessibili, la fatica di sentirsi parte della comunità. Ma hanno anche mostrato la forza delle reti, la fiducia che nasce quando qualcuno ti prende per mano e ti accompagna a scoprire nuove possibilità.

L’inclusione, vissuta in questa giornata, non è solo presenza: è riconoscimento della dignità e delle competenze di ciascuno, è organizzare perché la partecipazione non sia rarefatta ma concreta, è creare opportunità in cui le persone non devono sentirsi un peso ma risorsa. È vedere un volontario che insegna una manovra, è sentire un accompagnatore che trattiene le lacrime di gioia, è sapere che le associazioni come Oltre gli Ostacoli e AVAS, insieme alla UISP di Cagliari, lavorano ogni giorno per fare in modo che queste esperienze non restino episodiche. Tutto quanto è accaduto E meritava di essere raccontato.

Il vento di questa giornata ha portato con sé anche riflessioni pratiche: per rendere stabile un percorso di inclusione servono risorse, formazione, continuità e interventi per l’accessibilità; servono collaborazioni tra associazioni, istituzioni e volontariato; serve che la comunità riconosca il valore sociale di queste attività. Ma la forza più evidente è stata quella umana: persone che si mettono in gioco, che raccontano, che ridono, che sperano. L’auspicio comune, ci confidano la maggior parte delle persone non vedenti, è che quella del 2 giugno non rimanga solo un ricordo intenso ma diventi parte di un futuro possibile, replicabile e sempre più diffuso.

A pochi chilometri da quì, sul lungomare Poetto, è in corso un'altra realtà inclusiva: i Campionati Nazionali di Nuoto UISP: un modo diverso di vivere l'acqua rispetto alla Vela, con persone con altre disabilità che hanno gareggiato e partecipato con la stessa determinazione. L'inclusività e lo sport per tutti restano il concetto chiave, parte integrante del nostro DNA associativo.

Grazie a chi ha messo a disposizione le barche, a chi ha insegnato con pazienza, a chi ha preparato il pranzo, a chi ha applaudito e a chi ha partecipato. Che il vento che ha animato il Golfo degli Angeli diventi vento di continuità, per costruire insieme una società in cui lo sport sia davvero per tutti.

Intervista a Santino Gitto

Responsabile Politiche Sociali di UISP Cagliari APS

Amici della Uisp, siamo a Cagliari e stiamo arrivando in porto. Con noi c'è Santino Gitto, Responsabile delle Politiche Sociali della UISP di Cagliari, e presidente di una ASD affiliata alla UISP di Cagliari. Di quale ASD si tratta, Santino?
Si tratta di ASD Oltre gli Ostacoli, una realtà che si occupa di attività e servizi per persone non vedenti e ipovedenti.

Di cosa vi occupate all’interno di questa associazione e quali attività proponete?
Essenzialmente organizziamo eventi rivolti alle persone non vedenti. Proponiamo attività multisportive e esperienziali che vanno dalla vela al tiro con l’arco, dalla ginnastica dolce all’arrampicata, fino a percorsi culturali come teatro e recitazione. L’obiettivo è offrire opportunità che favoriscano autonomia, fiducia e socializzazione.

Parlaci dell’organizzazione della “Follow me Cup” e dell’evento odierno.
Abbiamo realizzato la terza edizione della manifestazione insieme ad AVAS: oggi siamo saliti a bordo insieme ad altre 13 barche d’altura messe a disposizione dagli armatori. Abbiamo predisposto un piano di regata nel Golfo di Cagliari in cui tutte le barche sono partite, hanno attraversato il Golfo e si sono confrontate fino al giudizio della barca di giuria che ha decretato l’arrivo.

È la prima volta che collaborate con AVAS?
No, non è la prima. Questa è la terza collaborazione con AVAS e speriamo di proseguire: la loro grande disponibilità e generosità hanno reso possibile questa e altre giornate spettacolari.

Perché è importante portare persone disabili in attività come questa, oltre all’aspetto agonistico?
Perché non si tratta solo di sport d’élite: anche le persone con disabilità hanno diritto di usufruire delle bellezze e delle esperienze che la città offre. Portare queste persone in barca significa riconoscere la loro dignità, dar loro spazio e opportunità che spesso non trovano.

Cosa può significare per una persona non vedente stare al timone di una barca d’altura come questa?
La cosa più importante è non sentirsi considerati “diversi” o “inferiori”. Conducendo la barca, una persona non vedente può vivere un’esperienza equiparabile a quella di chi vede, sperimentando autonomia, responsabilità e un forte senso di appartenenza. Per molti è la prima volta: è un ricordo che rimane per tutta la vita.

Come si organizza concretamente questo tipo di attività? È difficile coinvolgere le persone non vedenti?
All’inizio ci sono difficoltà: molte persone hanno timori di uscire di casa, attraversare la strada o salire su una banchina. Ma con il supporto giusto e le persone disponibili ad aiutare, la partecipazione cresce. La nostra esperienza è basata sul volontariato puro: non riceviamo contributi pubblici significativi e ci muoviamo principalmente con le nostre risorse e donazioni.

Qual è il ruolo del volontariato in queste iniziative?
Il volontariato è fondamentale. La nostra fortuna è trovare sempre disponibilità da parte di chi ci aiuta: armatori, istruttori e semplici volontari che rendono possibile ogni evento.

Quali sono le soddisfazioni maggiori che avete riscontrato?
La più grande soddisfazione è vedere che le persone che partecipano alle nostre attività hanno superato molte paure e timori, recuperando fiducia e desiderio di vivere esperienze condivise. Vedere il loro entusiasmo e la loro gratitudine è ciò che rende il progetto significativo.

Hai un messaggio finale per chi ascolta?
Ringrazio chi ci ha sostenuto oggi e invito tutti a continuare a credere in progetti che favoriscano inclusione e partecipazione. Continueremo a lavorare con passione sia dentro la UISP, come responsabile delle politiche sociali, sia con la nuova ASD per ampliare opportunità per tutti. Un saluto a chi ci ascolta e, in particolare, a tutte le persone presenti oggi.

L'intervista integrale di Santino Gitto

Intervista a Nicolas Porcu e Krizia Ibba

Alla terza edizione della Follow Me Cup due amici, Nicolas e Krizia che hanno condotto due barche a vela. Oggi siete usciti tutti insieme: quali emozioni avete provato a tenere il timone in mare aperto?
Per me è stato bellissimo, molto emozionante, pieno di coraggio e forza, ha risposto Nicolas.

Krizia, cosa hai provato stando lì sulla barca con il timone in mano?
È stata una giornata intensa e bellissima; pur essendo nata cieca mi sono sentita pienamente coinvolta nel mondo del vento e ho provato l’emozione di guidare la barca, scoprendo tanti segreti del mare e della vela.

Hai percepito una competizione tra ciechi e vedenti, o qualcos’altro?
C’è stata una sensazione di competizione sana ma soprattutto di piena inclusione: per noi è stato superare gli ostacoli legati alla cecità e vivere l’esperienza a pieno titolo.

Nicolas, hai sentito un senso di responsabilità mentre guidavi la barca, visto che attorno a te c’erano persone che vi osservavano?
Sì, ho sentito molta responsabilità e ho condotto la barca in modo esemplare grazie anche ai consigli degli istruttori.

Come lavoravi con gli istruttori? Sentivi il vento e seguivi i loro suggerimenti?
Sì, ho seguito il vento e i suggerimenti dell’istruttore: mi diceva come guidare e io eseguivo, imparando a gestire la responsabilità.

Krizia, oltre alla vela, quali altre attività inclusive svolgete con la UISP di Cagliari e l'ASD Oltre gli Ostacoli?
Facciamo tiro con l’arco, teatro (anche in sardo), ginnastica e molte altre attività culturali e sportive che favoriscono l’inclusione.

Perché il tiro con l’arco è importante per voi?
Perché sentire lo scocco della freccia che colpisce il bersaglio è una sensazione meravigliosa: ottenere un 10 è difficilissimo e quindi molto gratificante, sia per i non vedenti che per i vedenti.

Nicolas, quali attività ti coinvolgono di più?
Anche io frequento tiro con l’arco e il teatro; il tiro con l’arco è quello che mi appassiona di più per l’emozione che dà.

Krizia fai teatro? In quale lingua lo praticate?
Sì, faccio teatro in sardo: per me, che amo la lingua e la cultura isolana, è un’esperienza che dà grande fascino e senso di appartenenza.

Avete un messaggio finale per chi ascolta?
Abbiamo speranza che la promozione sociale e le attività inclusive arrivino al cuore di chi ascolta; ringraziamo per l’attenzione e ci auguriamo di vederci presto per altre iniziative.

L'intervista integrale di Nicolas Porcu e Krizia Ibba

[di Pietro Casu, Responsabile Comunicazione Stampa di UISP Cagliari APS]

 

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